La penna spezzata

L’abbandonarsi alla cessazione del desiderio di lottare e di sopravvivere, il rinunciare alle illusioni, l’arrendersi, forse non rappresentava un peccato, o comunque era una colpa degna di comprensione e di clemenza. Ci può essere dignità anche nell’essere vinto, se si è combattuto con onore. Rinunciare alla vita se ormai non è più vita è una presa d’atto di una realtà immodificabile, il sottrarsi dignitosamente all’inutilità della sofferenza. Perché probabilmente non poteva neppure essere considerato un delitto procurarsi la morte da sé nel caso che di quel sé il destino avverso avesse già risparmiato assai poco. Si trattava allora di liberarsi degli ultimi residui di un’esistenza perduta. Essere, e poi non essere più: era facile, e lo si poteva capire. E perdonare. In forma saggistico-narrativa, la faticosa vita e la tragica fine di Emilio Salgari, il più grande scrittore di avventure italiano.

Massimo Trifirò è nato e vive a Lecco, della quale è Cittadino Benemerito. È lo scrittore che ha dedicato più pagine di narrativa alla sua città. È laureato in Scienze Politiche con specializzazione in Storia. È autore di numerosi articoli e libri di diverse categorie: racconti, romanzi di spionaggio, di genere comico e fantastico, biografie storiche e religiose, saggistica (studi evangelici, rievocazioni storiche, dialoghi filosofici), antologie poetiche, aforismi, satira politica a fumetti.